Il Doge

Il Doge nei momenti ufficiali doveva indossare:

- il Corno ducale, corona del Doge, che riprendeva la foggia del berretto frigio, copricapo ereditato dai militari bizantini;
- la cuffia, simile a quella indossata dal papa, veniva posta al di sotto del Corno ducale;
- il manto dorato, simbolo della maestà e opulenza di Venezia;
- la spada cerimoniale;
- l’anello benedetto per la cerimonia dello sposalizio del mare.

Aveva, inoltre, la propria sedia, il cero benedetto e otto gonfaloni che lo accompagnavano nelle processioni solenni.


Abiti nobiliari maschili e femminili

La moda nobiliare maschile punta sull’accentuazione della larghezza delle spalle.  La sopravveste elegante, con maniche imbottite e strette al polso, copre il busto ed arriva a metà coscia ed ha guarnizioni sul bordo piuttosto evidenti.
Il farsetto, o giubba di corte, è abbottonato fino al collo ed è rifinito da un collaretto verticale dello stesso tessuto da cui spuntano le camicie che, col tempo, diventano sempre più visibili ed ornate di merletti; successivamente sarà sostituito dalla gorgiera.
Le brache ornate di strisce,  arrivano sopra il ginocchio, sono gonfie ed imbottite.
La braghetta, o sacca penica, era vistosa ed imbottita per esaltare la virilità.
La novità del tempo sono le calze a maglia molto aderenti che avranno nel

tempo larghissima diffusione.














La moda al femminile

L’eleganza dei costumi delle corti italiane è copiata in tutta Europa.

Per prima cosa si cura la bellezza dei capelli che diventerà un canone per esaltare la bellezza femminile. Le chiome sono raccolte in morbidi chignon, trecce molto elaborate e lunghe, tutte infiocchettate. Sulle acconciature vengono poi appoggiati veli sottilissimi, adornati di perle o di piccoli gioielli.

La scollatura quadrata e l’attaccatura bassa delle spalle mettono in evidenza collo e seno; il petto è sempre evidenziato.

L’attaccatura delle maniche è sottolineata da spalline imbottite ed arricciate; le maniche, spesso di colore diverso, presentano larghi tagli da cui escono gli sbuffi della camicia che è bianca, finissima, impreziosita da ricami e pizzi.

La vita è segnata da un bustino molto rigido e posto nella sua posizione naturale, la gonna, arricchita da pieghe, è vaporosa e voluminosa, sostenuta dalla faldiglia, una sottogonna imbottita, sostituita successivamente dal verdugale, (cerchi sovrapposti di bande di legno e filo spesso.)

La cintura segue la linea del busto che scende a triangolo sul ventre, pende con un solo capo, al centro, ed arriva sino a terra, o quasi, finendo con un fiocco o un gioiello.  Nella seconda metà del ‘500 da Francia e Spagna giunge la moda di alzare il collo, la veste si alza a coprire il collo, ornato dal collare e da lattughine inamidate ; il corpetto a punta scende a triangolo sotto la vita e le maniche sono imbottite con spallini rigonfi e alti da cui escono le lattughine.

 

Ritratto di Gentildonna, Paolo Veronese (1560) Parigi, Museo del Louvre

Ritratto di Signora con cane, Paolo Veronese (1560)

La famiglia Ragazzoni (1581), particolare, affresco staccato da Palazzo Ragazzoni ora a Dresda.

Associazione Circolo della Cultura del Bello - Sacile - (Pordenone)

Doge Alvice I Mocenigo  (1577), particolare di affresco - Palazzo Ragazzoni - Sacile

Ritratto di Dogaressa, Tintoretto

Placido Ragazzoni riceve il titolo di cavaliere, particolare di affresco - Palazzo Ragazzoni - Sacile

Elisabetta I d'Inghilterra

Sarto, Moroni

Acconciature e vestiti d’epoca rinascimentale

Ritratto di Maria De’ Medici, Agnolo Bronzino 1551